“E' NATA UNA STELLA”
Rubrica 8TJ-Europa a cura di
Sandra Savaglio
Molto appropriato come titolo, visto che le feste sono passate da poco. Purtroppo non si tratta della stella cometa, perché non é giunta, ma é partita, giusto prima di Natale.
Si chiama Vladimir S., per gli amici Vlad. Giovanissimo (20 anni) é arrivato a Monaco dagli Usa agli inizi di settembre, con l'idea di fare una breve esperienza in un laboratorio di ricerca. Il suo obiettivo era quello di diventare medico. Quando è partito per tornare in USA, il suo professore al college americano mi ha confessato che la sua esperienza tedesca gli ha cambiato la vita. Ora vuole fare ricerca in astrofisica.
Vlad ed io ci eravamo sentiti per telefono qualche mese prima del suo arrivo, tanto per capire cosa avrei potuto fargli fare. Incredibile quanto viaggia l'immaginazione quando si interagisce con uno sconosciuto per telefono. Mi aveva colpito la facilità con cui riuscivo a comunicare con lui. Gli stavo spiegando quello che facevo di ricerca, e non è per niente semplice quando chi ti ascolta non ha nessuna esperienza nel campo. Alla fine, prima di salutarci, mi aveva chiesto "come devo riferirmi a lei?". Ah che bello. Non mi piace molto quando mi chiamano "Dott.ssa Savaglio". Gli dissi "chiamami come ti piace, Sandra va benissimo".
Da quella conversazione telefonica decisi di puntare alto e proporgli qualcosa di impegnativo, molto per uno della sua età e della sua esperienza. Da qualche anno mi occupo di esplosioni a raggi gamma, o anche note come GRBs (gamma ray bursts). Ho a disposizione dei dati molto interessanti, tra i migliori che ci sono al mondo al momento. Vlad avrebbe passato a Monaco meno di 4 mesi, non era molto, ma con la mia assistenza e con un po' di fortuna, forse poteva funzionare.
Così feci a Vlad via e-mail la seguente proposta: "Non hai molto tempo, ma mi pare che tu sia abbastanza motivato. Devi imparare ad analizzare dati di GRBs. Con il campione che avrai a disposizione, dovrai studiare un fenomeno particolare che è stato di recente scoperto e su cui si sa poco. Poi dovrai impegnarti a scrivere i risultati in un articolo che si spera verrà pubblicato su una delle riviste scientifiche più prestigiose e tu sarai il leader di questo lavoro". Piano ambizioso, no? Soprattutto se uno pensa che si basava su una semplice conversazione telefonica. Gli mandai alcuni articoli da leggere, tra i quali il mio più recente. Così prima di arrivare poteva avere una idea di quello che lo aspettava.
A settembre iniziammo a lavorare al progetto scientifico. Inizialmente passava molto tempo nel mio ufficio. Io gli insegnavo i metodi di analisi, lui mi ascoltava e apprendeva come una spugna assorbe l'acqua. Nel primo mese ha imparato il metodo, nel secondo abbiamo iniziato a discutere i risultati.
Io gli rifilavo un articolo dopo l'altro da leggere, lui passava le giornata a studiare e a continuare con l'analisi dati.
I gamma-ray bursts sono le esplosioni più energetiche mai conosciute. Scoperti quasi 40 anni fa, da un satellite militare americano Vela, la loro origine è stata dibattuta per quasi 3 decadi. Oggi si sa che il GRBs sono associati con la morte di stelle 30 e più volte più massicce del nostro sole, o anche con l'esplosione di sistemi binari, composti da stelle a neutroni o buchi neri. Nel primo caso si tratta di supernovae molto energetiche, caratterizzate dalla presenza di forti campi magnetici e da un arricchimento chimico primordiale. I GRBs, come dice il nome, emettono gran parte della loro energia in raggi gamma, in meno di qualche minuto. Per avere un'idea, l'energia totale emessa in questo lasso di tempo è equivalente all'energia emessa dal sole in 10 miliardi di anni.
Fin ora ne sono stati identificati alcune migliaia, perché la loro breve durata rende difficile la localizzazione nel cielo, ma solo per circa 400 di questi eventi e' stato possibile uno studio dettagliato.
Si pensa che i GRBs avvengano tutti i giorni nell'intero universo. Data la loro energia e frequenza, si stima che una galassia (composta da centinai di miliardi di stelle) ospiti un GRB ogni 10 milioni di anni. Fino ora i GRBs sono stati identificati in tutto l'universo, dalle galassie vicine alla nostra, fino ai confini dell'Universo conosciuto, più di 10 miliardi di anni luce da qui.
Vlad ed io stavamo “usando” la luce emessa dai GRBs (e rilevata dai più potenti telescopi della terra) come un faro che illumina l'universo oscuro, per capire meglio la sua natura. Questo esperimento era stato già effettuato circa un anno fa, quando un gruppo di ricercatori californiani aveva usato i dati di GRBs disponibili al momento per rilevare che la natura del gas intergalattico distribuito tra i GRBs e noi, non era esattamente come quello che si conosceva tramite altri esperimenti. Vlad ed io avevamo ripetuto lo stesso esperimento usando una tecnica diversa. Il nostro studio non indicava gli stessi risultati dei californiani.
La mia interazione con Vlad era arrivata quasi alla fine. Il suo stage tedesco si stava esaurendo e sarebbe partito per gli USA qualche settimana dopo, un paio di giorni prima di Natale.
I risultati raggiunti sono ancora abbastanza preliminari. Inoltre non sappiamo ancora perché questa discrepanza con gli studi dei californiani. E forse questo il risultato più interessante. La differenza potrebbe in realtà celare una causa ignota, come ad esempio un effetto di “lente gravitazionale”.
L'effetto di lente gravitazionale venne predetto dalla teoria della relatività generale di Einstein, quasi un secolo fa, e dimostrato e scoperto in molti fenomeni astrofisici.
Dicevo, i risultati sono ancora preliminari, ma abbastanza interessanti da presentarli ad un congresso internazionale. Il prossimo congresso più importante dedicato ai GRBs si terrà il prossimo marzo ad Amsterdam. Ho incoraggiato Vlad a fare domanda per ottenere uno spazio, durante il quale potrà presentare i risultati ottenuti, davanti agli esperti del campo di tutto il mondo. Inoltre ha già iniziato a scrivere l'articolo. Il draft iniziale è già molto promettente, niente male per un principiante (questo è il suo primo articolo!).
La nostra ambizione è quella di concludere presto l'articolo e di spedirlo per la pubblicazione a una della riviste di astrofisica più importanti del mondo, l'Astrophysical Journal.
La fine di questo progetto richiede ancora un po' di lavoro e di tempo, ma Vlad ci si dedicherà dal suo college americano, e io continuerò ad assisterlo. Ha ancora tanta paura ad esporsi così, davanti alla comunità internazionale degli scienziati. Capisco i suoi timori, ma ho cercato in tutti i modi di incoraggiarlo, di aiutarlo, molto di più di quello che in genere uno scienziato nella mia posizione fa in simili condizioni.
Questo perché sono convinta che riuscirà. Sicuramente è stato fortunato ad avere a disposizione i mezzi messi a disposizione da me, dal mio istituto e dai miei collaboratori. Ma è stato molto bello vederlo crescere, come se fosse una pianta venuta fuori in primavera dal terreno.
L'ho visto a volte frustrato o stanco, ma altre volte entusiasta e eccitato. Mi ha portato indietro nel tempo, ricordandomi il motivo per cui avevo deciso di fare questo mestiere. E' vero, ho rivisto nei suoi occhi, il nostro mestiere, è molto bello.
Ora è andato via. Quando l'ho accompagnato all'aeroporto, mi ha fatto tenerezza vedere tutti i bagagli che aveva dietro. Deve essere stato molto difficile per lui lasciare il suo paese e adattarsi con i pochi mezzi di uno studente ad un paese tutto nuovo. Quando ci siamo lasciati, mi ha ringraziato per tutto quello che avevo fatto per lui. Ho pensato "non credere che riservi questo trattamento a tutti gli studenti..", invece gli ho detto, onestamente "e' stato molto bello anche per me lavorare con te, mi mancherai.
Mi mancherà, ma è giusto che prenda il volo per la sua strada. Ha imparato a volare, nel mondo della ricerca in astrofisica, proprio da me. E questo mi basta.
Monaco, Gennaio 2007.
Sandra Savaglio