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E' NATA UNA STELLA

02/2007 - STIPENDIO ASTRONOMICO PER IL PRESIDENTE DELL'INAF

 

 SANDRA SAVAGLIO: MA NON BRILLA NE' COME SCIENZIATO, NE' COME MANAGER - L’INAF (Istituto Nazionale di Astrofisica [1]) è l’ente italiano che raccoglie gli istituti di ricerca in astrofisica (cioè i vari osservatori e i CNR di astrofisica), 19 in tutta la nazione. L’attuale Presidente dell’INAF, nominato nel 2003 dall’ex Ministro per la ricerca Moratti, è Piero Benvenuti. Il suo stipendio annuo è di 207,000 euro, cioè circa 6 volte lo stipendio di un ricercatore. (...)--- SANDRA SAVAGLIO

 
L’INAF (Istituto Nazionale di Astrofisica [1]) è l’ente italiano che raccoglie gli istituti di ricerca in astrofisica (cioè i vari osservatori e i CNR di astrofisica), 19 in tutta la nazione. L’attuale Presidente dell’INAF, nominato nel 2003 dall’ex Ministro per la ricerca Moratti, è Piero Benvenuti. Il suo stipendio annuo è di 207,000 euro, cioè circa 6 volte lo stipendio di un ricercatore[2].
 
Una posizione importante, impegnativa e di enorme responsabilità. Il Presidente dell’INAF è il Capo di uno dei settori della ricerca scientifica che ha regalato (e regala ancora oggi) all’Italia nomi illustri, da Galileo al premio Nobel per la Fisica Riccardo Giacconi. Uno stipendio “astronomico” è più che giustificato. O meglio, lo sarebbe se il Capo dell’Astrofisica Italiana fosse un Albert Einstein, o un nobel come Giacconi.
 
E’ il Presidente Benvenuti degno di ricoprire questa posizione?
Vediamo un po’.
 
I direttori o presidenti di istituti di ricerca scientifica importanti hanno in genere un passato scientifico, se non da Nobel, sicuramente degno di stima internazionale. Il merito scientifico nel campo astrofisico viene determinato usando tecniche diverse, ma uno dei parametri più in voga al momento è il così detto “Parametro m” [3], escogitato dal Fisico dell’Università di San Diego (California) Jorge Hirsch.
 
La forza del “Parametro m” è che racchiude in un solo numero, facilmente calcolabile usando Internet, la produzione scientifica di un ricercatore (il numero di pubblicazioni su riviste internazionali) e l’impatto che la sua produzione scientifica ha sulla comunità internazione.
 
Secondo la classifica di Hirsch, m=1 corrisponde ad uno scienziato di successo, per m=2 si parla di scienziati di levatura superiore alla media che molto probabilmente svolgono ricerca nelle migliori università e istituti, per m superiore o equivalente a 3 ci troviamo di fronte a individui più unici che rari [4]. 
 
Il valore del “Parametro m” del Presidente Benvenuti è (cosa ben nota) piuttosto modesto, solo 0.6.
 
Certo la prima obiezione che si può fare è che una persona che ricopre un ruolo di responsabilità, non ha tempo per fare ricerca.
 
E’ vero? No, non è vero, non fatevi ingannare.
 
In qualsiasi altro paese dove la ricerca è parte fondamentale dello sviluppo economico, un ruolo di responsabilità di quel tipo è in genere affiancato ad uno scienziato di tutto rispetto.
 
 
 
 
 
 
Per fare qualche esempio, il “Parametro m” del Direttore del Dipartimento dove lavoro, qui a Monaco, (il Max-Planck Institut fuer extraterrestrische Physik), Guenther Hasinger, è 2.4. Per il Direttore dell’istituto a fianco (il Max-Planck Institut fuer Astrophysik), Simon White, m=2.8. All’European Southern Observatory, la più importante istituzione europea per l’astrofisica con sede a Monaco, il Direttore Generale Catherine Cesarsky ha m =1.1 [5]. Non si contano gli esempi di questo tipo. Un “m” intorno a 2 è il valore tipico dei ricercatori che hanno ruoli di responsabilità in istituti importanti, sparsi nel mondo.
 
E’ chiaro che Benvenuti non brilla come scienziato.
Cerchiamo di capire se ha capacità come manager.
 
Prima di diventare Presidente dell’INAF, Benvenuti era il direttore di un dipartimento di una quindicina di persone abbastanza noto nell’ambiente astrofisico europeo, lo Space Telescope European Coordination Facility (ST-ECF).
 
L’ST-ECF, ha rischiato più volte in passato di chiudere, e la sua fine è stata decisa definitivamente di recente. Avverrà nel 2010, quando parte del personale andrà in pensione e il resto sarà ri-allocato in altri sedi dell’Agenzia Spaziale Europea.
 
Negli anni in cui Benvenuti era direttore, la sua era una presenza a metà, visto che allo stesso tempo svolgeva attività di docenza presso l’Università di Cagliari. Insomma, non un’esperienza di particolare successo.
 
Forse non bisogna troppo giudicare dalla storia passata, quello che conta è il presente. Il ruolo del Presidente dell’INAF è quello di risanare la disastrosa situazione del mondo della ricerca in astrofisica in Italia.
 
Benvenuti è riuscito in questo? Purtroppo no. Dei 19 istituti diretti da Benvenuti, la gran parte ha chiesto le sue dimissioni e quello del CDA, il resto ha firmato lettere di protesta.
 
Motivazioni? Verticismo, cattiva gestione dei fondi, mancanza generale di fondi ed altro.
 
Io non ho diretta esperienza dell’operato dell’INAF, perché lavoro fuori dall’Italia, ma mi viene in mente un episodio successo due anni fa, che riguarda Benvenuti.
 
Si tratta di una lettera diretta a Benvenuti del Direttore del Centro di Astronomia e Astrofisica della prestigiosa Yale University, Meg Urry (m=1.6). In quel periodo veniva nominato ed eletto il Consiglio Scientifico dell’INAF. Delle 12 posizioni disponibili, tutte venivano affidati a ricercatori uomini. Nella lettera, dai toni abbastanza duri, la Urry esprimeva il disappunto nell’apprendere che nessuna donna era presente nel Consiglio Scientifico e chiedeva al Presidente di correre ai ripari per cambiare questa anomalia.
 
Forse è il caso di ricordare che l’Italia è tra i primi paesi al mondo nel numero di donne presenti nel campo astrofisico, anche se, ahimè, sono molto poche quelle che ricoprono posizioni di rilievo.
 
Sarebbe stata una buona occasione, per Benvenuti, per dimostrare la volontà di cambiare una tradizione di cui l’Italia non può essere fiera.
 
E invece cosa fa?
 
Prima di tutto la Urry non riceverà mai una risposta. La risposta giunge invece alle ricercatrici italiane che, all’epoca, avevano protestato. Nella lettera, Benvenuti diceva in pratica che nella selezione fatta da lui e dai colleghi del CDA, non c’era stata nessuna anomalia e che tra le persone in lista, le donne non erano state considerate all’altezza dei colleghi maschi. Una affermazione umiliante direi. E poi ci si chiede perché tante donne italiane finiscano per emigrare e fare ricerca all’estero!
 
Uno direbbe che ce n’è abbastanza per chiudere questo penoso capitolo, rapidamente. Invece no, le richieste di dimissioni sono state respinte dal Presidente dell’INAF e del CDA.
 
Nessuno li vuole, tutti protestano, ma lui e i suoi compari la sedia non la mollano. Purtroppo per loro, però, niente potrà fermare l’inevitabile, dovranno andarsene.
 
Tutta questa storia mi fa tanta tristezza, per molti motivi. Perché questo disastro in fondo non é totalmente colpa di Benvenuti, ma del fatto che in Italia la ricerca scientifica é affidata ai politici che, notoriamente, di ricerca non sanno nulla (il Ministro della Ricerca ha nominato il Presidente dell’INAF).
 
Per l’accanimento del Presidente dell’INAF e del CDA nel cercare di conservare  la propria posizione di privilegio. Per il modo umiliante in cui hanno trattato le ricercatrici donne. Per l’enorme disparità di trattamento tra il Presidente e i giovani ricercatori.
 
Siamo di fronte ad una specie di feudo medievale, in cui in pochi hanno privilegi e poteri sproporzionati, non per meriti raggiunti ma per qualche sorta di nomina venuta dall’alto, mentre la grande maggioranza assiste allo spreco delle già poche risorse, senza poter far nulla per cambiare le cose. Ecco perché tanti ricercatori vanno via e non tornano piu’.
 
[1] http://www.inaf.it/
 
 
[3] Hirsch, J.E. (2005): An index to quantify an individual’s scientific research output Proc. Nat. Acad. Sci., 102, no. 46, 16569 (http://arxiv.org/pdf/physics/0508025)
[4] Il mio parametro m è 1.9.
[5] E’ noto che il parametro m  penalizza le donne

[21.02.2007 - 0 COMMENTI]

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